F.A.Q. – domande frequenti

In quest’articolo cercheremo di “descriverci” meglio, chi siamo, cosa facciamo, cosa abbiamo e cosa non abbiamo; quali sono i nostri punti “cardine” e quali le nostre scelte.

ortisconvolti” – da dove nasce questo “strano” nome ?

  • nasce nel 2014 suggerito (indirettamente) da amici, parenti e vicini orticoltori tradizionali dalla pluriennale esperienza rimasti “sconvolti” (appunto!), dai risultati ottenuti dal nostro primo orto basato sui principi del “sinergico”, costruito a “spirale”, senza l’impiego di alcun prodotto di sintesi (neppure “l’indispensabile” verderame, panacea di tutti i mali) e, per di più, con le varie specie tutte “mischiate” in barba alle tradizionali “file ordinate”.
il primo “ortosconvolto”, oggi non è più così rigoglioso, esigenze pratiche e, in particolare, di gestione e logistica hanno preso il sopravvento fecendoci abbandonare il (bellissimo) andamento a spirale in favore di forme più geometriche e lineari, resta una certa nostalgia ma non era possibile diversamente

i vostri prodotti sono “biologici” certificati ?

  • no, non lo sono, al di la del fatto che “l’iter” specifico richiede minimo tre anni, la nostra è una scelta “diversa” che va “oltre al biologico“; abbiamo completamente abolito l’uso di preparati o prodotti di sintesi, non usiamo neppure quelli consentiti (e ampiamente usati) in agricoltura biologica (sorvogliano su quella “convenzionale“…) se non in “casi del tutto eccezionali” dove il rischio di perdite, su una scala da 1 a 10, è 11. La nostra esperienza (meglio dire “non esperienza“) ha dimostrato che il loro uso non è indispensabile, la natura è in grado di “salvaguardare” e “curare” se stessa nella quasi totalità dei casi.
il nostro essere “differenti” è frutto di una scelta chiara e determinata: evitare l’uso di qualsiasi i preparato di sintesi neanche se consentito in biologica

vi certificherete come “biologici” ?

  • forse si, forse no (più probabile la seconda); il nostro punto di vista fa prevalere la “fiducia” ai “certificati” per cui, se non diverrà “per Legge” molto difficilmente lo faremo; non crediamo che un “pezzo di carta“, per corretto e trasparente che sia, possa, appunto, certificare la fiducia di un consumatore verso il produttore, è una garanzia in più ma non puo sostituire quel rapporto interpersonale diretto tra un coltivatore e chi acquista i suoi prodotti, inoltre… siamo sicuri che tutti i certificati siano “impeccabili” ?
un “pezzo di carta” è importante ma è assolutamente indispensabile?

se non siete certificati biologico come posso essere sicuro della qualità dei vostri prodotti ?

  • semplicemente non c’è nulla di “ufficiale” che lo assicuri (del resto neanche i certificati sono sicuri al 100%), è questione di fiducia e rispetto reciproci; il nostro impegno è quello della più completa “trasparenza“, dove e cosa coltiviamo lo potete vedere ogni volta che ci fate visita, ogni prodotto ha la propria scheda di “tracciabilità accessibile in ogni momento dalla pagina “prodotti” del sito, aggiornata quasi in “tempo reale” (in verità ogni tanto qualcosa sfugge, non siamo “automi“), che sintetizza tutte le fasi della coltivazione inclusi (e ben evidenziati) quei rarissimi casi in cui si è reso indispensabile intervenire per salvaguardare il raccolto.

chi mi assicura che i vostri prodotti siano coltivati come dite ?

  • nessuno se non la nostra parola, è una questione di correttezza e fiducia reciproca, possiamo però invitarvi a farci visita per verificare di persona dove nasce e cresce ogni singola pianta (a nostro avviso sareste il vero “organismo di controllo” in grado di “certificare” il nostro operato), di più non possiamo fare.
una volta dare fiducia era una cosa normale… oggigiorno è un atto di coraggio

se non effettuate alcun trattamento come fate a proteggere le colture ?

  • La nostra forza è l’essere “fuori dagli schemi; non ci sentiamo incapsulati in “clichè preformati” che ci obbligherebbero a seguire strade conosciute (sicuramente molto più semplici); anche noi adottiamo delle precauzioni a salvaguardia dei raccolti, perlopiù “barriere fisiche” che consentano di evitare e non curare il male, ci riferiamo in particolare alle varie parassitosi (lumache, limacce, cimici, altiche, cavolaia e chi più ne ha più ne metta) mentre per ciò che concerne le temutissime” malattie funginee (leggi “peronospora” tradizionalmente trattata con litri e litri di verderame o poltiglia bordolese), sinceramente, sono anni che “ce ne freghiamo in quanto abbiamo abbondantemente verificato che i danni che provoca sono limitati e non compromettono il raccolto; le inevitabili infestazioni sfuggite al controllo delle barriere fisiche vengono contenute con “raccolta manuale” (santa pazienza!) o con “trappole ad hoc” (es. vasetti cattura-insetti sulle piante da frutto) fino all’arrivo dei relativi predatori naturali (prima arrivano i parassiti ma subito dopo i loro nemici, es. prima acari, dopo coccinelle); qualche danno resta visibile sul prodotto ma è solo estetico, edibilità e gusto non vengono minimamente intaccati.
esempio di “barriera fisica” contro le parassitosi

qual’è la provenienza dei vostri prodotti ?

  • km. 0 – 100% naturale” ha un significato “vero” non “commerciale“, il 100% degli ortaggi è coltivato da noi in loco a poche decine di metri di distanza dal punto vendita (lo potete vedere voi stessi a dx. e sx. della stradina d’ingresso); la frutta, invece, proviene per la stragrande maggioranza dal frutteto adiacente (a dx. entrando) ma anche da una nostra proprietà a cavaglià (“cascina cordera” anch’essa con frutteto sviluppato naturalmente); nella maleaugurata ipotesi che, per qualsiasi problema (a volte qualcosa puo andar storto), dovessimo rivolgerci a terzi vi verrà chiaramente segnalato.
cascina cordera – cavaglià

i vostri prodotti, a volte, sono “brutti” da vedere come mai ?

  • E’ “il prezzo da pagare” per avere prodotti genuini e naturali al 100%, coltivare “secondo natura non è esente da problemi, anzi ne crea moltissimi sopratutto “estetici“; la nostra priorità è offrire frutta e verdura sana, libera da agenti chimici, che, nonostante a volte non “attragga la vista“, puo essere consumata senza problemi appena colta dalla pianta, senza periodi cosidetti “di carenza“, basta una veloce risciacquata, non amiamo, anzi contrastiamo, quella logica che un frutto debba per forza essere “bello da vedere” per essere buono; molti dei nostri clienti hanno fatto un semplice “confronto diretto“, un duello all’ultimo boccone, tra i prodotti offerti dalla grande distribuzione (belli, dall’aspetto accattivante e colori vivaci) e i nostri (tutto tranne che uniformi, a volte storti o deformi, magari anche “bollati“), indovinate chi ha vinto ? Provare per credere “a voi l’ardua sentenza” (puo succedere e lo accettiamo ma raramente ne usciremo sconfitti).
un esempio di cosa non troverete mai al supermercato, peschenoce “orride”, chi le ha potute assaggiare…

dove trovo i vostri prezzi ?

  • la sera antecedente i giorni di apertura pubblichiamo sul sito (e su facebook) l’elenco di quanto offerto con disponibilità e costi; per restare aggiornati potete iscrivervi al sito o alla pagina facebook così non vi perderete nessuna news

come calcolate i vari prezzi ?

  • essenzialmente, ed indicativamente, ci basiamo sui prezzi all’ingrosso ricavati dai listini pubblici della camera di commercio di bologna (listino biologico, cliccare sull’anno, es. 2017, e far scorrere la pagina fino all’ultimo listino in basso) e della camera di commercio di vicenza (listino ortofrutticoli non biologici, cliccare semplicemente sul link “listino prezzi“) adattandoli alla disponibilità del momento e considerando i costi e la mole di lavoro necessaria (il più delle volte saranno compresi tra i due costi indicati).
il nostro punto vendita

i vostri prodotti sono freschi ? quando vengono raccolti ?

  • Molti ortaggi (es. insalate) sono raccolti la mattina stessa ma in quantità limitata per cui il più delle volte al momento stesso della richiesta; altri giornalmente, conservati nella cella frigo presente all’interno dello spaccio, e messi in vendita al massimo entro un paio di giorni; prodotti specifici quali, ad esempio, patate, aglio, cipolle, zucche, ecc., vengono raccolti una volta giunti a maturazione (al momento giusto) e conservati in ambienti freschi, asciutti o bui a seconda delle loro esigenze per un consumo a lungo termine (ad esempio l’aglio e le cipolle raccolte a luglio si possono conservare in ambiente asciutto fino alla primavera sucessiva senza problemi); la frutta che lo consente viene raccolta “scalarmente” anche non del tutto matura (ma non acerba!), conservata in cella frigo e selezionata al momento della messa in vendita.
ogni prodotto ha le sue esigenze specifiche sia di raccolta che di conservazione

 

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Sapevate che… – carote multicolor

Associare le carote al colore arancione è d’uso comune ma, in origine, non era proprio così, era meglio associarle al viola. L’attuale colorazione è relativamente recente, eccovi, in breve, la “storia della carota“.

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E’ “curioso” e “inusuale” ma quelle qui sopra sono molto simili alle originali.

Esistono testimonianze del colore viola fin dall’antico Egitto e, intorno al X secolo, dall’Iran, dall’Afghanistan e Pakistan. A quei tempi l’arancione non esisteva; fino al XVII secolo in Europa si importavano e coltivavano solo carote viola, bianche e gialle ma anche nere, rosse e verdi.

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Nel XVIII secolo, attorno al 1720, furono gli olandesi a cambiarne il colore in onore degli “Orange“, dinastia allora regnante. La trasformazione avvenne quindi nei campi olandesi attraverso selezioni successive partendo da semi provenienti dall’Africa del nord.

Nel volgere di qualche lustro si arrivo così alla carota arancione che noi oggi conosciamo; ciò comportò il non trascurabile “effetto collaterale” di, praticamente, “perdere” le colorazioni e, soprattutto, le sementi originali.

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E’ merito del ricercatore Philipp Simon se oggi possiamo ammirare nuovamente variopinte carote viola, gialle, bianche,rosse, ecc… Usando sistemi di incrocio tradizionali, senza cioè l’ausilio delle biotecnologie, è riuscito a ottenere carote con varie colorazioni, praticamenbte ha “ricreato” i colori originali.
Lo scopo iniziale era “commerciale” ossia di farne crescere il consumo sfruttandone l’appeal cromatico.
Ciò ha causato un nuovo “effetto collaterale“, questa volta in senso positivo; studiando le proprietà nutritive delle nuove carote, gli studiosi, hanno scoperto che i colori portano con loro anche una serie di benefici per la nostra salute, uno su tutti gli “antociani“, potenti antiossidanti contro i “radicali liberi“.

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Non è stato facile…

Grazie alla “rete“, dopo un po di ricerche mirate, siamo riusciti a “rintracciare” quello che volevamo ossia i semi nella loro forma più naturale possibile (non siglati F1 ibridi e non riproducibili). Salvo imprevisti e “calamità” varie anch’esse entreranno a far parte di quei prodotti “particolari, rigorosamente del tutto naturali, che proporremo a chi ci farà visita (la previsione è per maggio, seguite qui il volgere degli eventi).