2018 – Buoni propositi

L’anno appena trascorso ha visto concretizzarsi un progetto che, nonostante alti e bassi, ha dato i suoi frutti, a volte anche al di la delle migliori aspettative (mettendoci anche un po in crisi). Ortisconvolti è una realta “microscopica” che ha i suoi pregi e difetti, per questo ha bisogno di una “spinta in più”. Il nuovo anno portera novità importanti, sappiamo di avere ancora molto da imparare e da migliorare, l’importante è crederci e noi ci crediamo!

I “buoni propositi” sono tanti, difficilmente tutti vedranno la luce, certamente è nostra intenzione provarci comunque, quel che verrà verrà, quel che succederà succederà…

Quali proposti ?… Cominciamo da quelli già “tangibili“, i prodotti…

Il 2018 è, per noi, già iniziato da tempo a suon di semine, impianti e trapianti; quest’anno l’offerta si amplierà notevolmente, la carciofaia (quasi un anno fa partivamo dai semi) diverrà finalmente produttiva (maggio), a giugno potremo “mettere in tavola” un dicreto quantitativo di fragole avendo “affiancato” alla varietà rifiorente che già conoscete anche una qualità unifera che fruttifica abbondantemente (si spera) ma solo una volta l’anno, a giugno, appunto.

I “piccoli frutti” non saranno solo le fragole, anche i lamponi entreranno a far parte della famiglia (raccolto a giugno/luglio e settembre/ottobre); avremmo voluto proporre anche mirtilli, more e ribes ma, ai primi, abbiamo dovuto rinunciare, almeno per il momento, a causa del terreno inadatto (poco drenante) mentre per i secondi e i terzi non abbiamo ancora del tutto perso la speranza (le more selvatiche le abbiamo già solo che il raccolto è “una questione piuttosto spinosa“).

Consapevoli che “anche l’occhio vuole la sua parte il frutteto ha subito un’energica “toelettatura” con l’intento di migliorare dimensioni ed aspetto dei frutti anche se a scapito della quantità (senza nulla togliere però alla “qualità” e al “gusto” che resteranno invariati). La “portata dell’intervento” è ben visibile qui sotto (il “bello” sarà ripulire il tutto… meglio non pensarci, diciamo che… “c’è ancora tempo“).

prima…
dopo…

Intanto, nell’orto “abituale”…

La neve ci ha si rallentato ma non fermato… il primo “lotto” di liliacee è “a dimora” (780 piante tra aglio e cipolle ed è solo il primo lotto…). Il “grosso” del lavoro arriverà a breve con piselli, fave, il 2° lotto di cipolle e, a seguire, tutte le altre semine con l’intento di non farci cogliere impreparati in vista della bella stagione (la frase “lo abbiamo finito, non ne abbiamo più” dovrà restare, nel limite del possibile, solo un “lontano ricordo“).

I “propositi tangibili“, per il momento, si sono esauriti, vediamo un’anticipazione di quelli “probabili“…

Conosciendo bene le difficoltà legate alla “location (ci troviamo in un posto non proprio facile da trovare per di più lontani dalla strada) di conseguenza è stato doveroso affrontare “di petto” il problema. Essenzialmente abbiamo pensato ad un paio di soluzioni con l’intento di migliorare sia l’accessibilità che, sopratutto, il servizio. Cercheremo con “tutti i mezzi” di attuarle entrambe anche se il tempo, come sempre, è “tiranno“.

La più “plausibile” è quella di aprire “un chiosco” a bordo strada (“chiosco” suona bene ma sarebbe meglio dire “4 pali con un telo“, almeno inizialmente) all’accesso da via diaz recuperando in accessibilità oltre che in visibilità “non virtuale” (Internet, facebook e un “rudimentale cartello artigianale” hanno si funzionato, sopratutto i primi due, ma, volendo crescere, non sono più sufficienti). Presumiano possa essere una soluzione molto più comoda per tutti, vecchi e nuovi clienti, anche se, per ovie ragioni, sarà limitata nel tempo, da tarda primavera ad inizio autunno meteo ed intemperie permettendo.

Chiosco “ideale” (nel nostro immaginario) cercando di evitare che assomigli quest’altro…

La più importante (anche se più “complicata” da realizzare) riguarda il servizio. Per chiunque risulta scomodo “recarsi in quel posto per acquistare quella cosa ed in quell’altro per acquistare quell’altra” è palese per tutti, noi compresi, tuttavia il detto “se Maometto non va alla montagna la montagna viene da Maometto“, ai giorni nostri, non è più così utopistico; viviamo nell’era digitale, gli ordini “on-line” stanno prendendo sempre più piede, per cui, perchè non provarci? Se “il mondo” sta andando in quella direzione non è il caso di “porsi di traverso” si rischia di esserne travolti; prediligiamo, come più volte detto, il contatto diretto con le persone ma ciò non toglie che l’offrire anche un “servizio al passo con i tempi” non sia da considerarsi sbagliato.

L’idea è di predisporre un servizio “porta a porta (tranquilli, non intendiamo bussare casa per casa) con ordini “on-line” e consegna, se richiesta, a domicilio (l’ideale sarebbe anche con giorno e orario prestabiliti ma non possiamo assicurarlo al 100%).

Vi chiederete : Si, ok bella cosa, ma chissà quanto mi viene a costare…. Certo un costo ci sarà ma contenuto al minimo “sindacale” (i carburanti non li regalano proprio a nessuno) strutturato in due voci distinte in base al comune di destinazione :

  1. un costo fisso ragionato su più fattori quali distanza stradale ed accessibilità, ad esempio, dai primi calcoli approsimativi, 2 euro  Biella-Chiavazza, 3 Biella-città (differenza dovuta a fattori “endemici” quali traffico e parcheggio quasi sicuramente a pagamento), 4 euro Biella-Oropa (distanza).
  2. un costo variabile “a scalare in base all’entità economica dell’ordine, al momento stimato in un euro in meno ogni 10 euro di spesa fino ad arrivare a zero (se ci ordini 1 kg. di pomodori e te lo portiamo a Piedicavallo non crediamo di essere “disonesti” se ti chiediamo 5 euro di costi fissi + altri 7 di variabili se, invece, ci ordini prodotti per 70 o più euro ti chiediamo solo i 5 euro dei costi fissi).

Qui una prima “bozza”, suscettibile di variazioni, dei costi riferiti alla provincia diBiella

Le possibilità di realizzare entrambe le cose ci sono, la fase “embrionale” è in stato avanzato di sviluppo ma restano alcuni problemi da risolvere in materia “logistica” e “burocratica” (quest’ultima non siamo ancora riusciti a capire ne se comporti degli “adempimenti” ne a chi chiedere… bhò! mi sa che opteremo per il “fai da te all’italiana” e poi vedremo).

Di propositi non restano che quelli “chimera“, almeno allo stato attuale dei fatti…

Progetti. idee e semplici “pensate” ne abbiamo parecchie ma “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…“.

Il progetto che ha più possibilità di concretizzarsi, “covato” da tempo, è integrare le serre esistenti con una terza di dimensioni più “professionali, più consone ad un’attività che sta pian piano evolvendosi e crescendo. La possibilità di offrire prodotti freschi per un’arco temporale maggiore è un’obbiettivo prioritario da perseguire e realizzare il prima possibile. Purtroppo non è proprio “a portata di mano” vuoi per questioni economiche (impegno decisamente oneroso) che tecniche e di tempo (siamo bravi nel “fai da te” ma qui entrano in gioco anche “fattori struttutali” da non sottovalutare, non vorremmo “regalare” la serra al vicino alla prima bufera di vento…). Rassegnarci non esiste prima o poi ci riusciremo.

Il 2018 porta con se vecchi e nuovi progetti, vecchi e nuovi problemi. Ci saranno soddisfazioni e delusioni e non mancheranno gli errori così com’è inevitabile che sia; siamo pronti ad affrontarlo col giusto “spirito guerriero“, 2018 fatti avanti… noi ci siamo!

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